NOW LOADING

Dicono di noi

Decidere quella che sarà la tua scuola di specializzazione in Psicoterapia non è una scelta facile e proprio come te in questo momento, mi sono posta mille domande prima di iniziare. Perché ci attanaglia questa incertezza?

Perché sei consapevole che la scuola che sceglierai ti accompagnerà e ti farà da maestra per quattro anni della tua vita. Perché all’inizio ti chiedi se avrai quegli strumenti di cui necessiti per poter aiutare concretamente chi richiederà il tuo aiuto terapeutico. Perché ti chiedi se l’approccio che hai scelto è veramente quello giusto.

Ti racconto la mia esperienza e il mio cammino, così che possa orientarti in questa fase iniziale di scelta per il tuo importante futuro professionale.

Il mio percorso presso la scuola di Psicoterapia PTS –Training School è iniziato con molte aspettative e con grande entusiasmo. All’inizio la mia scelta di intraprendere questa scuola è stata dettata dalla voglia di conoscere, approfondire, applicare le tecniche e le strategie dell’intervento cognitivo comportamentale sia in età evolutiva che in età adulta. Quando ho iniziato il percorso avevo già un ricco bagaglio di competenze in riferimento alla psicologia dello sviluppo e dell’educazione. Avevo avviato un mio primo studio clinico, occupandomi di valutazione, diagnosi e intervento dei Disturbi Specifici di Apprendimento e delle difficoltà scolastiche e di comportamento. Tuttavia, nella mia pratica clinica, giorno dopo giorno, mi rendevo conto che avevo la necessità di arricchire le mie competenze cliniche e terapeutiche per far fronte ai casi più gravi e problematici e alle situazioni familiari e scolastiche più complesse e articolate. Iniziavo ad avere richieste anche da giovani adulti con problematiche di ansia e dell’umore e non sapevo come orientarmi nell’intervento terapeutico.

Durante il percorso alla PTS ho avuto modo di conoscere diversi approcci terapeutici, in una prospettiva integrata, con una grande attenzione posta ai sistemi motivazionali e all’importanza della relazione terapeutica con il paziente. La possibilità di conoscere più approcci mi ha permesso di farmi vedere alcuni disturbi e difficoltà da prospettive diverse, allenandomi ad essere più flessibile, aperta ed elastica mentalmente. Ho iniziato gradualmente a capire il valore e l’importanza di una terapia basata sull’accordo, sulla rinegoziazione, sulla co-costruzione di obiettivi, sulla condivisione e la collaborazione tra terapeuta e paziente. Ho imparato che la relazione nasce e si sviluppa fin dai primi colloqui clinici attraverso l’attiva ricerca di un esplicito accordo sugli obiettivi del lavoro da fare insieme. Ho compreso, sperimentandomi sul campo, anche grazie alla supervisione attenta e preziosa dei docenti della scuola, che nella relazione terapeutica ci sono alti e bassi con il paziente, ma che ciascun momento ed emozione va vissuta e condivisa insieme, perché è funzionale ad una crescita e ad un processo di cambiamento di entrambi.

Tutto ciò ha aperto maggiormente le porte ad una mia maggiore sicurezza nello stare in terapia, nell’accettare i miei alti e bassi e dei pazienti, contribuendo ad una nuova rappresentazione di me come psicoterapeuta, facendomi solcare conseguenti nuove mie modalità comunicative, comportamentali e cognitive.

In conclusione il percorso in questa scuola mi ha fatta crescere professionalmente e umanamente.  Mi ha dato lezioni importanti che alla fine del percorso ho visto con occhi nuovi, dandomi l’opportunità di concretizzare i miei traguardi professionali.

Simona Rattà

Psicologa, Psicoterapeuta, perfezionata in Psicopatologia dell’Apprendimento e in EMDR I e II Livello

www.odipa.it

La PTS mi ha messo in contatto con i protagonisti delle più recenti scoperte ed innovazioni nel campo della psicoterapia. Si concentra nel creare un network di professionisti all’avanguardia che sfruttando tecniche evidence based possano avere successo negli anni a venire. Il punto di forza della PTS è quello di essere ancorata alla tradizione cognitivo-comportamentale guardando verso il futuro,  alla PTS ogni anno i programmi vengono rinnovati con le ultime innovazioni nel campo psicoterapeutico.

Davide Moscone,

Psicologo, psicoterapeuta, esperto in Disturbi dello Spettro Autistico e M. di Asperger

www.spazioasperger.it

www.cuorementelab.it

La scelta della PTS fu dettata per me dal fatto che si trattasse di una scuola “appena nata” ma fondata da “pilastri” della Terapia Cognitiva e Comportamentale. Cercavo una scuola che mi desse l’opportunità di lavorare con gli adulti e con l’età evolutiva e ben poche erano le Scuole che formavano in tal senso. La decisione finale fu data dalla molteplicità dei docenti, ho sempre creduto che avere differenti punti di vista fosse più arricchente e desse la possibilità di sviluppare un pensiero critico. La formazione ricevuta è stata migliore delle aspettative, ho avuto docenti chiaramente Cognitivo Comportamentali, ma non solo… ho imparato ad apprezzare altri punti di vista (rogersiano, sistemico relazionale, approcci di terza generazione…) che a distanza di anni, mi danno opportunità di lavorare con i miei pazienti, in modo estremamente flessibile, e mi hanno orientata ad una continua formazione. A distanza di 10 anni, ricordo ancora le parole di uno dei docenti che mi disse che secondo lui avrei raggiunto grandi obiettivi rispetto alla professione….mi sarebbe bastato anche che solo la metà del suo augurio si avverasse, ma oggi posso dire che le aspettative sono state ampiamente superate! Svolgo la professione per me emotivamente più intensa e arricchente che si possa scegliere nella vita, vivo ogni giornata ringraziando per questa opportunità e con il pensiero spesso torno a quelle giornate di formazione, alle ore di supervisione con il mio “Maestro “ (il prof. Ceccarelli), e ai tanti role playing che sebbene all’inizio mi spaventassero un po’, mi hanno poi dato modo di sperimentarmi come nessun libro o lezione avrebbe potuto mai fare.

Barbara Coleschi

Psicologa, Psicoterapeuta, esperta in disturbi d’ansia, disturbo ossessivo compulsivo, dermatillomania/tricotillomania e uso della Mindfulness

Ho scelto la PTS quando, alla ricerca di risposte professionali, ho deciso di intraprendere quella che in inglese viene chiamata una uphill battle. Una battaglia in salita o, meglio ancora, una scommessa per una psicologa come me proveniente dal mondo aziendale.

La scelta della PTS e dell’approccio cognitivo comportamentale è stata praticamente automatica vista la mia necessità di ricevere risposte quanto più possibile pragmatiche in campo clinico, che solo un metodo evidence-based poteva offrirmi.
Con il passare del tempo, grazie ai numerosi docenti italiani e stranieri che si sono susseguiti a scuola contribuendo alla mia formazione, ho visto che quelle certezze di cui sentivo di aver bisogno si stavano traducendo in diagnosi, tecniche e protocolli di intervento sempre più specifici e sofisticati.

Nel secondo biennio, con l’inizio della supervisione clinica, ho iniziato a cimentarmi nella pratica vera e propria e le competenze acquisite fino a quel punto hanno cominciato a prendere colore. Ma più andavo avanti e più capivo che serviva anche altro: è stato in quel momento che ho compreso che per un terapeuta l’importanza di un solido bagaglio teorico e operativo avrebbe assunto un valore concreto solo se utilizzato con umanità e con istinto empatico verso il proprio paziente.
È stato così che il lavoro da prassi è diventato passione e quella salita è andata trasformandosi in una discesa.
Badare bene che affrontare una discesa non significa riposarsi, perché in atletica si sa che anch’essa richiede uno sforzo, forse anche maggiore della scalata.
In discesa bisogna saper dosare le forze e l’andatura, senza lasciarsi prendere la mano e senza accelerare troppo, nella convinzione errata di avere la situazione in pugno.

In questo compito la PTS mi ha permesso di affinare le competenze in termini di relazione terapeutica e di presa in carico del paziente a livello olistico, imparando a concettualizzare la persona all’interno della sua sfera bio-psico-sociale e  focalizzandosi in tutto e per tutto al raggiungimento di obiettivi concreti per il benessere del paziente.
Ho imparato a sfruttare la flessibilità dell’approccio CBT per basarmi su un’immagine sistemica del paziente e del suo contesto di vita, andando oltre le etichette diagnostiche ma incentrandomi piuttosto sulla domanda e sulle reali necessità della persona.

Francesca Carnevali
Psicologa psicoterapeuta per l’età evolutiva presso Fondazione Turati Onlus e Presidente Ethos et Humanitas Onlus  – www.ehonlus.it

Ho iniziato a frequentare questa scuola di psicoterapia subito dopo il dottorato di ricerca: l’obiettivo era integrare la formazione sperimentale con un percorso che mi preparasse ad una attività di tipo clinico. L’attenzione al metodo scientifico e alla validazione del risultato hanno quindi reso inevitabile la scelta di un approccio evidence-based quale è il cognitivo-comportamentale. Nel corso degli anni, ma soprattutto lavorando con i primi pazienti, ho avuto poi modo di confermare le mie aspettative e di apprezzare, ad esempio, la possibilità di misurare e quantificare il cambiamento nei comportamenti oggetto di intervento. Ritengo che questo rappresenti uno dei maggiori punti di forza dell’approccio clinico caratterizzante questa scuola. Tuttavia, la PTS offre ai suoi allievi anche la possibilità di familiarizzare con tecniche proprie di altri indirizzi clinici, così da fornire al discente una panoramica più estesa dei possibili interventi psicologici, unitamente all’opportunità di coniugare i principi del cognitivismo con le strategie cliniche che meglio si adattano al proprio modus operandi. Ad esempio, io ho trovato particolarmente feconda l’integrazione tra i fondamenti di questa scuola e le tecniche ipnotiche, impartendo così una particolare declinazione alla mia pratica clinica che prende il nome di ipnoterapia cognitivo-comportamentale.
Non da ultimo, le metodologie didattiche e gli eventi promossi dalla PTS stimolano dei proficui confronti con allievi e docenti, facilitando così la formazione di reti professionali indispensabili al futuro psicoterapeuta.

Rinaldo L. Perri
Ricercatore in Neuroscienze Cognitive, Ipnoterapeuta
www.ipnosiper.it